Il Lab di FuoriFestival rappresenta uno spazio per artisti nazionali e internazionali appartenenti a diverse discipline artistiche. Un punto di incontro, condivisione, collaborazione e sperimentazione, in stretta armonia con il territorio e la storia di Spoleto e dell’Umbria. Il progetto nasce per promuovere esperienze di rinnovamento dei processi creativi offrendo agli artisti un contesto e una modalità di lavoro alternativi, basati sul confronto, all’insegna della multidisciplinarietà e del networking. L’obiettivo è quello di dar vita a una produzione artistica inedita, partorita insieme dagli artisti coinvolti, sulla base del concept e modalità proposte.
ORLANDO sarà il tema del Lab Multidisciplinare di FuoriFestival. Partendo dall’esperienza con il territorio, si innesca un concetto di grande attualità: il rapporto tra l’uomo e la natura è uno dei più complessi e misteriosi che possano esistere. Si basa fondamentalmente su una dicotomia:
1. La natura benefica e amica che offre un’ingente quantità di risorse da sfruttare per il nostro sostentamento.
2. La natura malefica e nemica dell’uomo, che distrugge con la sua forza brutale.
Una rappresentazione possibile di questa dicotomia la troviamo nella Lignite e nel paesino di Morgnano: la Lignite è un carbone fossile composto dal 70% da Carbonio, elemento vitale per la vita terrestre.
È l’uomo poi, attraverso la globalizzazione e il consumismo, a trasformare la sua natura di elemento vitale, in nemico del pianeta e artefice di ciò che oggi viviamo, il cambiamento climatico.
Morgnano è un piccolo paesino nella periferia di Spoleto e incarna perfettamente il mutamento vissuto nei secoli dalla lignite. Dal 1880 le miniere di Morgnano rappresentarono la realtà economica più consistente del territorio, un’attività del tutto nuova per la città di Spoleto, non soltanto perché operava in un settore mai esplorato in precedenza, ma anche dal punto di vista qualitativo, essendo essa la prima vera attività a carattere industriale. Questa nascita diede vita a un tessuto sociale ed economico autoportante, creando opportunità di vita per le persone e per il territorio. Forza vitale, ricchezza sociale ed economica si tramutarono in distruzione quando, nel 1955 nel cantiere Orlando centrale, un’ondata di grisou, divenuta poi esplosiva, colpì a morte 23 minatori, ferendone 18. La città fu investita da un lutto grandissimo, l’intera Spoleto venne avvolta da un silenzio irreale. Proprio nel luogo dove sorgeva l’ingresso della Miniera, sul pozzo Orlando, ora sorge un museo, un punto di riferimento per lo studio e la conoscenza della memoria della città.